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domenica 16 aprile 2017

Allenarsi al Passatore

Allenarsi al Passatore



L'ultramaratona non è una corsa normale. Un'ultra è apparentemente una distanza superiore ai 42 km e 195 metri della maratona. Quarantatre chilometri sono già un'ultramaratona.
La definizione è così banale che non fa storia. La vera storia è che le ultra al di là della definizione, sono difficilmente classificabili: può essere a tappe, su strada oppure un ultratrail su terreno misto con dislivelli variabili e quanto mai assortiti. Non da ultimo la difficoltà di un'ultra dipende dall'altitudine e dalle condizioni climatiche della corsa.
Oggettivamente, mentre per la maratona, esistono dei piani di allenamento abbastanza codificati, per le ultra, ce ne sono possono essere centinaia che si adattano al tipo di gara.
Una delle ultra più note, celebrata nel libro "Born to run" è quella di Leadville, Colorado, che è un ultratrail di solo 80km, ma con partenza a 3100 metri di altitudine e con un D+ di 4800 metri. Una ultra che veniva completata da meno della metà dei partecipanti. Certamente completamente diversa da una delle più note ultra italiane, che è la 50km di Romagna, tutta su strada e con un D+ di 250 m. Poi ci sono le ultra a tappe, come la Marathon des Sables che si estende per 240 km da coprire in una settimana ma nel difficile ambiente del deserto marocchino, o in altro contesto, il Tor des Gèants, un ultratrail di 330 km e con ben 24.000 D+, da percorrersi in un tempo limite di 8 giorni, sulle alpi valdostane. Insomma, il termine ultra è solo di facciata. Bisogna valutare cosa c'è dietro... 

Ma torniamo al Passatore.
Il Passatore è un'ultra di giusti 100km su strada. Cento chilometri secchi, cifra tonda. La sua particolarità non sta nel dover attraversare l'Appennino, come peraltro suggerisce il nome legato a chi faceva una volta del contrabbando, ma nel partire alle 15.00 da Firenze. Gli arrivi avvengono pertanto in piena notte o alle luci dell'alba, con un termine massimo di 20 ore. Significa correrla per stare dentro il tempo massimo, ad almeno 12'/km, per due terzi di notte.
Un atleta che ha fatto la storia del Passatore è "re Giorgio": alias Giorgio Calcaterra, che proprio l'anno scorso ha vinto la sua 10a edizione del Passatore. Il suo record ? 6 h 25' 49" . Significa 3:51/km su 1300D+ !
Re Giorgio oscura uno degli atleti della fine degli anni novanta, il russo Alexej Kononov che di Passatori ne ha vinti sei !
Calcaterra corre la maratona in 2 ore e un quarto (personale 2:13:15 nel 2000) e nel Passatore si applica alla perfezione la regola del "tre". Sebbene la distanza dei 100 km ci stia matematicamente in 2,36 maratone, bisogna considerare la flessione legata alla stanchezza. Si moltiplica pertanto per 3 o per 3,1 il tempo della propria maratona, a seconda della proprie caratteristiche di resistenza. Anzi a dire la verità, Re Giorgio scende di poco, anche sotto il moltiplicatore "tre".

Nel mio caso, potrei considerare di completare il Passatore tra le 12 ore e mezza e le 13 ore, arrivando così a Faenza verso le 4 di mattina.

Se ci arrivo...






1 commento:

gunny5 ha detto...

L'anno scorso Re Giorgio ha vinto l'11° Passatore consecutivo... ;-)