L'inganno della mente

#3 sessione : Faccio tutto il contrario


Continuiamo sul filone dell'inganno mentale. Mi dispiace che qualcuno pensi che per correre, la mente debba rimanere accesa e che l'allenamento debba essere strutturato per abituare la mente alla fatica.
No! 
La mente è costruita per evitare che il corpo si cacci nei problemi. La mente controlla, il corpo esegue. Se arrivano dei segnali che qualcosa non va per il verso giusto, la mente non ci pensa due volte, stacca l'interruttore centrale... poiché trovarsi a terra agonizzante non è bello (per i passanti) si va a casa con il piede che fa male, zoppicando.
E sapete bene che per riprendersi da un infortunio, ci vuole del tempo, generalmente di più di quello che richiederebbe la guarigione fisica. Ve l'ho già detto: dipende dall'emisfero sinistro che è il più conservatore e non vuole grane. Un infortunio e vi togliete dalla strada per un po'...

Iniziare la gara in modo conservativo, volendo essere assolutamente realistici e pianificarla in modo che alla fine si possa correre in "negative split" è una buona strategia. Ottima.
Ma a volte va male. Non ne avete più e allora altro che "negative split". Non ne avete più perché avete sbagliato qualcosa nell'allenamento del corpo e la mente vi lascia... inizia a fare il menagramo, e vi trascinate al traguardo, sperando che la doccia sia calda.

Ma si può anche adottare la strategia inversa. Arriva la gara in cui è necessario prendersi qualche rischio e iniziare veloce. Molto veloci.
Perché dovreste iniziare più veloci rispetto a ritmo di riferimento e sperare di non arrivare in fondo sulle ginocchia? 
Semplice: a volte è l'unico modo per scoprire di cosa siete fatti. Non lo potrete mai scoprire se vi lasciate dominare dal vostro emisfero conservativo.
Scoprire una cosa simile vi fa aprire nuovi orizzonti, ma dovete lasciare la programmazione da ragioniere e rischiare.

Non è il caso di farlo nella gara principale, no, ma neanche aspettare troppo.
Quando pensate di essere in forma, allora ci si può permettere di prendersi il rischio di iniziare una corsa più veloce di quanto si pensi si dovrebbe. 
Una 10k è l'ideale per assaporare tutto questo, ma si può fare anche nella HM. 
In una 10k, iniziate per i primi 3 km correndo di 15" al di sotto del vostro RG. All'inizio si sa, bisogna mordere il freno e non sarà difficile tenere quel ritmo, poi rientrate prudenzialmente nel vostro RG di riferimento. Rischio ok, ma non eccessivo.
La vostra mente si accontenterà di mantenere il ritmo per il resto della corsa, nell'ultimo km attingerà energie dal fondo del barile perché sente il traguardo e voi potreste limare di (almeno) 30-40" il vostro PB.

Una bella soddisfazione!  

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