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domenica 13 agosto 2017

Prova Nike Zoom Fly

Nike Zoom Fly: le ho provate!



La Nike ha investito grandi risorse nello sviluppo di una scarpa atta ad abbattere il muro delle 2 ore in maratona: sappiamo che ci è andata molto vicina con Kipchoge che sull'autodromo di Monza ha concluso la sua performance in 2 ore e 25 secondi.
Kipchoge con le Vaporfly Elite
Ai piedi di Kipchoge la Nike aveva messo un prototipo particolare di scarpe, le Vaporfly Elite che sono state progettate con una geometria assolutamente unica e costruite per offrire una super reattività e leggerezza. L'intersuola in particolare, è costituita  da una piastra in carbonio a forma di cucchiaio che torcendosi ad ogni impatto con il terreno, restituisce l'88% dell'energia sul tallone e 77% sull'avampiede, in prove di laboratorio.  Dal prototipo è stato lanciato sul mercato il modello Zoom VaporFly 4% che promette un vantaggio appunto del 4% in termini di sforzo atletico e di conseguenza, cronometrico (costo 250 €).

La Nike ha poi prodotto un altro modello, più basic, denominato Zoom Fly, in cui la piastra a cucchiaio non è in carbonio, ma in nylon. Sul mercato italiano questa scarpa è offerta a 150 €.
Non ho esitato a comprarla!

il particolare del tacco delle Zoom Fly

L'aspetto : quando si apre la scatola le Zoom Fly appaiono subito diverse dalle altre scarpe da running. A parte il colore azzurrino con inserti rossi che sa un po' di cineseria, la forma è asimmetrica con larga base sull'avampiede e stretta sul tallone.
Il tacco in particolare, è tagliato a V, pertanto sulle Zoom Fly non si riesce a camminare perché pare che il tallone ceda.  Per camminarci bisogna camminare a piedi piatti spostando il baricentro in avanti!

Ed è quello che le Zoom Fly costringono a fare durante la corsa !

La calzata è altrettanto particolare: ho delle difficoltà ad indossarle proprio perché il mio calcagno non entra: le slaccio bene e noto subito che il tallone è costretto a stare ben fermo con la tomaia che accoglie in alto l'inserzione del tendine di Achille. Invece in avanti c'è molto spazio. La tomaia è leggerissima in mesh traspirante sottilissimo, le dita appoggiano bene e hanno un certo spazio, però noto che le Zoom Fly calzano stretto ed è necessario partire da almeno 1 misura in più, forse 1 e mezzo. La lingua è molto sottile, i lacci sono corti e  all'allaccio, ne avanzano circa 8 cm.

Ma è durante il mio allenamento di 10km che inizio a capire meglio come funzionano.
Visto che hanno un' intersuola alta (di 3,5 cm) all'inizio ho alcuni problemi di stabilità e di grip: sto ben attento come appoggiare i piedi per terra perché sembra quasi di cadere.
Sui primi 2 km cerco di raggiungere un certo feeling con le nuove scarpe: ho l'impressione di correre più con i piedi che con le cosce e sebbene stia con il busto più in avanti, mi sembra di correre da seduto.

Inizio a capire che devo spingere con i piedi: più spingo e più ottengo un'immediata reazione di spinta. Penso al cucchiaio che si torce e fa all'interno un movimento ondulatorio uguale e contrario. Più pesto e più mi sembra di galleggiare.
L'altra impressione supportata dai fatti è che le Zoom Fly permettano di aumentare la cadenza: alla fine sarà di 174 passi/min mentre normalmente sullo stesso percorso, è di 171/169.

Ho corso più veloce? Tutto è relativo, ovviamente le scarpe non corrono al posto tuo. La mia media finale sarà di 5:25, una settimana fa ho fatto 5:26, 3 settimane fa 5:37.

In generale buone sensazioni, soprattutto pensando di usare le Zoom Fly in una gara.

Impressioni a latere: sembrano scarpe delicate, con materiali della suola che non reggono centinaia di chilometri di allenamento. E se corressi un lungo lento, mi darebbero le stesse buone impressioni? E se così non fosse, che scarpe dovrei indossare per mantenere la stessa modalità di corsa?






Zeromaratone su Instagram

#zeromaratone

Dal 1° di agosto per festeggiare le 50mila pagine viste con l'hashtag  #zeromaratone sono su Instagram.

Per l'occasione ho riesumato una vecchia foto, della mia prima mezzamaratona, quella della StraMilano 2014, con cui esordii sulla distanza nel prestigioso tempo (si fa per dire) di 2:08:37.

Sembra preistoria ! All'epoca correvo con delle prestigiose (si fa per dire) Asics Gel T31QQ...


sono anche su Strava


venerdì 28 luglio 2017

Maratona in 3:45

Maratona in 3:45




Uno degli obiettivi più importanti per un maratoneta amatoriale è quello di completare la maratona sotto le 4 ore.
Come già indicato nel grafico riportato qui circa il 25% dei maratoneti americani completa la maratona entro i 240 minuti. I maratoneti americani vanno piano, o meglio la partecipazione alle maratone in US è meno sportiva di quella italiana con una base amatoriale più ampia che prende parte all'evento ponendosi solo l'obiettivo di tagliare il traguardo.

In Italia invece, la percentuale di maratoneti che vanno sotto i 240 minuti è del doppio!
Tanto per fare un esempio e comparando eventi di dimensioni simili, all'ultima Milano Marathon (2017), il 60% ha concluso la maratona sotto le 4 ore, mentre solo il 14% dei maratoneti della Austin Marathon (Texas) ha raggiunto il medesimo obiettivo!
In Italia il maratoneta è più preparato e più competitivo!

Quando si è varcata la soglia delle 4 ore, si apre per l'amatore la difficile scelta di quali ulteriori obiettivi raggiungere. E' una specie di mare magnum, perché ci si trova nella condizione di essere dei buoni maratoneti ma certo ben lontani da aspirare alla gloria anche solo di un premio di categoria!

Ci si può cullare nel sogno di completare i 42 km in 3 ore e 45 o in 3 ore e 30?
E' più facile a dirsi che a farsi : limare decine di minuti in maratona è un'impresa non facile!

Questi sono i passi medi da tenere per completare una maratona tra 3:52 e 3:38.
E' evidente che tra tenere un passo sui 42 km di 5:30/km e 5:10 c'è un abisso !

Concentriamoci sull'obiettivo di 3 ore e 45. Alla Milano Marathon in quel quarto d'ora ci concentra un altro 20% di arrivi, una significativa frazione. Il passo medio per stare nei 225 minuti deve essere di 5:20/km. Anzi ballano 2 secondi... 

E' un obiettivo ambizioso per l'amatore.

Se si parte come me, dall'aver raggiunto le 4 ore solo alla mia 6a maratona, ancora più difficile! Ma se sono riuscito a togliere 20 minuti dal mio esordio, può essere possibile.

Per raggiungere questo obiettivo ho deciso di modificare leggermente la mia strategia di allenamento.
Non posso aumentare il numero di uscite e il chilometraggio, come il mio lettore ben sa.
Devo correre più veloce.

La mia strategia sarà quella di allenarsi a fare dei giochi di ritmo secondo quello che gli statunitensi chiamano Fartlek.
Variazioni di ritmo, in cui alcuni intervalli di tempo o di distanza vengono corsi al passo dei 10k.
Non corro una gara sui 10000 da circa 2 anni ma il mio passo all'epoca è stato di 4:56/km con una VR stimata anche sui 12km di 4:50.

Cercherò di fare dunque degli allenamenti specifici di Fartlek in cui alterno un passo 10k (4:55) a un recupero a 5:55 su percorsi medi (8-10 km). I Fartlek lunghi per la preparazione della maratona sono indicati anche da Pizzolato a pagina 82 del suo prezioso libro "Correre secondo Orlando Pizzolato".

Vorrei correre il Fartlek 8k con uno schema (1/1/1/2/1/1/1)= 1k a 5:50, 1k a 5:10, 1k 6:00, 2k 5:20, 1k 6:00, 1k 5:00, 1k 6:00  

Poi vi dirò... 






domenica 23 luglio 2017

50mila !

Cinquantamila pagine viste!


Il giorno 20 luglio 2017 ho raggiunto cinquantamila pagine viste del mio blog, creato 3 anni e mezzo fa. Non è un risultato eclatante ma neanche da disprezzare. Questo è il mio 132° posts: quello più visto è "Maratona in 4 ore" seguito da "0-42 inizia la preparazione", poi  libro prima maratona".
Il massimo di pagine lette l'ho registrato nel maggio 2017 dopo il Passatore.
Gli utenti della rete arrivano a me principalmente con Google, poi con la parola di ricerca "blog zeromaratone"; come siti che portano a me il primo è sempre Google, il secondo RunningForum, il terzo Facebook.

Dato che di blog personali dedicati al running ce ne sono migliaia, sono gratificato dal feedback e ringrazio tutti i miei lettori per la fiducia accordatami!

Prossimo post sarà dedicato alla preparazione della maratona in 3:45!