Turin Marathon 2015, un anno dopo

Turin Marathon 2015: seconda maratona


Eccomi a commentare la mia seconda maratona!
Per necessità di cose, ripeto l’evento che mi ha lanciato l’anno scorso come novello maratoneta, la Turin Marathon!
Quest’anno, per motivi poco comprensibili, la più antica maratona d’Italia è stata anticipata di 6 settimane, costringendo ad allenamenti al caldo di agosto. In più, questo inizio di autunno molto mite pone un’incognita in più, rispetto al 16 novembre, appunto le temperature troppo alte per una corsa ottimale.
temperature 14-20 gradi
Queste le temperature previste dal sito di 3Bmeteo per il 4 di ottobre.
Speravo tanto nel cielo coperto o nella pioggia, ma quando esco di casa alle 8,15 c’è una giornata spettacolare! Cielo azzurro e montagne innevate!


Alla partenza incontro il mio compagno Iceunstable, al secolo Andrea, che è alla sua prima maratona, ma corre molto più forte di me. Mi vuole accompagnare per testare le sue capacità in vista della maratona di Venezia, tra 3 settimane.
Ovviamente – ma questo è una costante – ci presentiamo all’appuntamento con quelli di RF, ma dietro il giornalaio, ci siamo solo io e lui, lui e io…


la zona dell'arrivo in piazza Castello ore 8,30

Alla partenza c’è molta meno gente rispetto al 2014, e ci intruppiamo dietro il culo del Caval 'd brons.


Il discorso di Chiabrera purtroppo ce lo perdiamo, perché non c’è audio. No sound-check alla Turin Marathon!

Si parte! 
Il gruppo dei maratoneti si sfila da via Po a corso Moncalieri. La temperatura alle 9:30, è accettabile perché corso Moncalieri è tutto in ombra. Scopriamo che tra i maratoneti c’è qualche infiltrato della Stratorino, che malinconicamente ritorna su i suoi passi. 
C’è gente fulminata in giro..  a Moncalieri, l’altra scoperta è che ci sono anche degli infiltrati, gente che non ha pettorale e che sfrutta la chiusura delle strade per farsi un “lungo”. Una ragazza ammette che si sta facendo 26k per prepararsi alla mezza di Londra (26k per preparare una 21? boh?). 

A Nichelino incontriamo i gruppi folkloristici e i batteristi. Bravi! 
Passiamo al 13° km in 1:12:14, perfettamente in linea con il programma.
Al 15°, davanti alla Coop di Nichelino, facciamo conoscenza con Carmelo, 195 cm ex pivot di basket, alla sua prima maratona. Facciamo terzetto, tutti con l’intenzione di arrivare entro le 4 ore. I pacers delle 4 ore sono a 50 metri davanti a noi e il nostro obiettivo è quello di agganciarli.
Riusciamo nel nostro intento in corso Agnelli, al 21° km che passiamo in 1:56:21. Sono 9 secondi in meno rispetto a quanto preventivato. Bene! I conti tornano!
Ci inoltriamo in Torino. In corso Siracusa, mi accorgo che non ho la freschezza di raggiungere i miei compagni di maratona che corrono 10 metri davanti a me, di fianco ai palloncini dei pacers. So che è un piccolo segnale di allarme ma il cronometro mi dice che sono a 5:34/km.
In realtà il mostro mi aspettava dove sapevo che era in agguato: al 28° km in corso Appio Claudio! All’angolo con corso Lecce ricevo una bottiglia di sali da parte di mio figlio, bottiglia che mi aiuta relativamente a mantenere il passo. Corso Appio è in salita ma tengo 5:39 fino al tennis, 5.45 fino a via Pietro Cossa. Qui il mostro si abbatte progressivamente su di me. Non è un muro, ma una specie di parassita che mi rende la corsa una sofferenza. Per la cronaca, e per quel che vale, passo i 30 km con la migliore prestazione di sempre, in 2:46:43.

Appena dopo al 31° km 6:22 ! 32° 6:29 ! 
So che sono scoppiato ma mi aggrappo a tutte le energie che ho. Non mi metto a pensare che mancano ancora 10 km e che qui avrei dovuto avere energie per “piombare sul traguardo” . Energie che non ho! Se si scoppia si scoppia!
Mi rinfresco al rifornimento e agli spugnaggi. La maglietta non è sudata, è bagnata d’acqua!
Il chilometro peggiore è quello di via Stradella a 7:29 ! Una corsetta svelta…diciamo... sigh!
Raccolgo quel che c’è da raccogliere e in via Orvieto riconosco il distributore di benzina che avevo visto su Street View. Mi fa piacere essere ancora in me… essere vivo.
C’è gente scoppiata che cammina. Sembrano soldati di un esercito sconfitto.

Bisogna correre. E io corro. 6:59/km. Una ripresa. In piazza Statuto ricevo una bottiglia dalla mia ragazza: ne bevo un solo sorso e il resto lungo la schiena.
Faccio tutto corso Inghilterra senza quasi capire dove sono. Qui fa più fresco perché è ombreggiato: 7:07.
Poi si gira in corso Einaudi e so che è quasi finita. Qui ho lo smacco di venire superato dai pacers delle 4:15. Non me ne frega più niente del tempo in realtà.Voglio solo arrivare al traguardo.
Praticamente stracotto arrivo in via Sacchi al 40°km. Ho un momento di mancamento. Mi gira la testa. Non voglio andare a finire per terra a 2 km dalla fine. Rallento (per quel che sta significare) perché il mio emisfero sinistro mi dice “c’è gente che cammina, vedi? Perché non lo fai anche tu? Vuoi fare sempre l’eroe?”. 
Cammino per 100 metri.
La testa va meglio. A camminare le cosce fanno anche più male che a correre. Così riprendo la mia corsetta. "Piega il ginocchio, piega il ginocchio, spingi con la caviglia"… Eddai è facile!

In via Roma non si può non correre.
Applausi. “Dai che è finita!”. “Dai dai”. Lo dicono anche alcuni runners che vanno a casa.
Li odio tutti. Loro hanno finito, io no!
Poi a 42195 finisce tutto! 4:19:54. Ma che tempo è? 21 secondi in più dell’anno scorso? Qui la sorte mi vuole prendere in giro!
l'arrivo in piazza Castello

Chissenefrega!
Barcollo.
Mi prendo la medaglia.
Al rifornimento prima il tè, poi i sali. Una bottiglia? No, si lesina sui sali. Si prende solo dal bicchiere. Qualcuno dietro di me, li mandaaffanculo.
Io non ne ho la forza.
Mi siedo su una panchina sotto il divino Polluce. Una mano mi formicola. La testa non controlla il corpo. Cinque minuti così in uno stato di lieve incoscienza.

Finisce così la mia seconda maratona!
Secondo voi, sono deluso? No, no, tutta esperienza!




La maratona è come la vita: sai come la si inizia ma non sai come la si finisce…

la crisi del 32° km

Commenti

batmank ha detto…
Grandissima prova da Maratoneta! Tenace, coraggioso, irriducibile... Complimenti!!!
Demetrio Gattuso ha detto…
Bella prova e complimenti!!! Arrivare sotto lo striscione non è da tutti...
A novembre ci sarà la mia prima, a Firenze... e nel tuo racconto ritrovo tutti i miei incubi... dal muro, a soprattutto il dolore alle gambe... nel mio caso caviglie che non mi ha ancora fatto andare oltre il 33°Km in allenamento... sicuramente porterò nella mia mente qualche immagine di questo tuo racconto durante la mia futura gara... Complimenti ancora!!!