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mercoledì 26 dicembre 2018

Maratona in 4 ore 2.2

Consigli per correre una maratona in 4 ore





Quest'anno ho corso ben 4 maratone, le ultime due a distanza di 3 settimane l'una dall'altra.
Non è la prima volta che corro una maratona seguita a breve distanza da una seconda. E' una pratica non ortodossa per un atleta perché i tempi di completo recupero muscolare dopo aver corso 42 km sono superiori alle 4 settimane, ma molti amatori lo fanno.
Corrono due maratone a distanza di breve tempo perché non hanno tempo né voglia di allenarsi e la prima maratona serve come viatico della seconda. Peraltro, questa pratica l'ha sempre seguita anche un atleta anarchico come Giorgio Calcaterra e se poi vogliamo scendere nell'aneddotica possiamo ricordare chi corre senza soluzione di continuità, come Enzo Caporaso che ha corso 51 maratone in 51 giorni.

Nel mio piccolo, l'ho fatto proprio quest'anno con due doppiette: ho corso la Milano marathon l'8 aprile e due settimane dopo Londra (22 aprile), poi Firenze 25 novembre e tre settimane dopo Pisa, 16 dicembre. In passato ho corso la maratona di Torino il 4 ottobre 2015 e quella di New York il 1° novembre dello stesso anno.

Rimanendo ai risultati di quest'anno, l'esito delle due doppiette è stato completamente diverso.
A Milano ho corso la peggior prestazione in maratona, in 4 ore e 30' per poi correre Londra in 4:12:41.
Nella successiva doppietta invece ho fatto due prestazioni superlative, concludendo Firenze in 4:02:19 e poi migliorando il mio PB a Pisa in 3:58:42.

E' lecito chiedersi che differenza c'è stata tra le due prestazioni perché potrebbe essere utile per il futuro.

1) Chilometri percorsi in allenamento nelle 8 settimane precedenti. Prima di Milano mi sono allenato per 201 km, prima di Firenze per 207 km.

2) Temperature il giorno della gara. Temperatura di Milano 12 °C con sole, temperatura di Firenze 12 °C con pioggia battente. Temperatura di Pisa 2,2 °C cielo coperto, temperatura di Londra 21° C, sole splendente! Oggettivamente una differenza che salta subito all'occhio.
Ho confrontato la prestazione in secondi/km delle mie ultime 10 maratone con la temperatura alla partenza (dati di Garmin_connect). Ecco il grafico :

Temperature alla partenza e passo medio (sec/km) nelle mie maratone.
Con la X le ultime maratone (Firenze e Pisa 2018)

C'è una buona correlazione tra prestazione e temperatura dell'aria. Più la temperatura è alta e peggio corro. L'avevo già evidenziato in un mio post qui. 

3) Uso di Cordyceps nella dieta nelle 4 settimane precedenti la maratona. Un collega mi segnala che sono in commercio, i famosi funghi "dell'imperatore". Cordyceps è un fungo che cresce sull'Himalaya e ha un curioso ciclo vitale. Parassitizza vari coleotteri e insetti, portandoli alla morte perché ne consuma il corpo. Usato già in antichità perché si riteneva che aumentasse la resistenza, la capacità polmonare e le funzionalità renale e sessuale, i funghi erano merce speciale per la corte imperiale cinese e per la medicina ayurvedica. La loro apparizione in occidente è invece recente: 1993, campionati del mondo a Stoccarda quando alcune sconosciute atlete cinesi  batterono alcuni record del mondo. Il motivo alla base di questo exploit sarebbe stato l'uso del fungo somministrato alle atlete assieme ad un altro agghiacciante elemento, cioè il sangue di tartaruga. La realtà è che queste atlete vennero poi squalificate per uso di steroidi.
Ma questa storia delle straordinarie proprietà del Cordyceps solleticò il mondo medico occidentale a valutarne la loro affidabilità solo nei primi anni del XXI secolo. Verità o finzione?
Alcuni studi scientifici recenti dimostrano che l'uso di Cordyceps aumenta la VO2, migliora lo smaltimento del lattato di circa il 10% (vedi in bibliografia), rendendolo una sostanza non dopante secondo le indicazioni WADA, come il ginseng, il reishi (che è un altro fungo) e varie sostanze naturali.

Vi ho portato fin qui perché devo confessare che l'unica altra variabile a parte la temperatura, tra le mie ultime 4 maratone è stata l'assunzione del Cordyceps ! 
il Cordyceps si nutre del corpo di vari insetti portandoli alla morte

Considerando come viene prodotto mi faccio alcuni problemi etici, ma insomma, c'è tempo per fare gli schizzinosi!

Per saperne di più (articoli scientifici):




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