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mercoledì 31 maggio 2017

il mio Passatore 2017

Il mio Passatore 2017


Prova di forza.
Avrei preferito un Passatore più romantico e metafisico: era la mia prima ultra e ho scelto la gara più bella ma anche la più difficile. Cento chilometri da Firenze a Faenza, per gran parte di notte, su e giù per l'Appennino. Non ho avuto nessun tentennamento che non ce l'avrei fatta, ma è stata una prova di orgoglio e di forza. E basta. E di questo sono un po' dispiaciuto.

Ve lo spiego man mano. Il Passatore è una gara complessa, difficile da interpretare perché non c'è un solo attimo che si riesca a prendere ritmo. Può essere distinta in 5 fasi : i primi 21 km di salita fino a Vetta Le Croci sotto il sole, la nervosa discesa tra Vetta Le Croci e Borgo San Lorenzo di 12 km, la salita da Borgo al passo della Colla di 13 km sul far della sera, la discesa dalla Colla a Marradi di 17 km in piena notte, e il finale da Marradi a Faenza di 35 km, quasi in piano.
E' quello che mi aspettavo ? No ! 

La partenza in via dei Calzaiuoli del Passatore 2017

27 maggio ore 15:00 - La partenza da Firenze è in pieno centro storico. Ci si cambia in piazza della Repubblica e si aspetta la partenza sotto i portici, accampati alla meglio. C'è tempo per una foto con i compagni di Running Forum, poi ci si dirige verso via dei Calzaiuoli, dove c'è assiepata un sacco di gente. Parto davanti a Orsanmichele, con il tabernacolo di San Giorgio scolpito dal Donatello che mi guarda pensieroso.

 Essere a Firenze in questo momento è solo un attimo di passaggio, perché i molti turisti che si devono stringere contro i muri sono quantomeno infastiditi dalla presenza dei 2705 partenti (su 2893 iscritti).
Non sento lo sparo, vedo solo muovere la testa della corsa, poi si cammina fino a Santa Maria del Fiore. Le vie rinascimentali sono così strette che il Garmin non prende il satellite fino al secondo chilometro, ma di questo me ne accorgerò solo dopo. Il realtà il Garmin mi dà degli allarmi continui perché corro troppo piano: mi fermo in un angolo e zittisco la vibrazione: tanto che passo potrei impostare?

Avevo programmato che i primi 5 km fossero in piano, ma in realtà appena si esce da Firenze, al 3°  km la strada incomincia già a salire. Al 5° km, all'inizio della salitona per Fiesole, c'è il primo rifornimento. Fa caldo e non mi faccio scrupolo di iniziare a camminare, come fanno praticamente tutti quelli intorno a me. Fa così caldo che gli abitanti più attenti ci mettono a disposizione le loro pompe per annaffiare, per dissetarci ma nonostante questo, vedo una signora stesa a terra in piena crisi...ci sono 28 gradi!  Camminare invece di correre è una cosa che mi stupisce, non so neanche a che passo sto andando esattamente, ma scopro che oscilla tra 9:30 e 10:22/km

Le ville intorno a Fiesole sono stupende e dato che cammino con uno zainetto in spalla, mi sembra di fare il turista! Al 10° km si arriva a Fiesole e scopro di essere in ritardo ! Ottantatrè minuti mentre pensavo di mettercene sessanta per i primi 10 km ! Ma non mi cruccio, ne ho 90 davanti... 

Ore 16:30 - Dopo Fiesole la strada serpeggia sul crinale delle colline, molto ondulata e al sole: si corre e si cammina a seconda della pendenza. Non si riesce a tenere il ritmo. Da Fiesole a Vetta Le Croci sono circa 10 chilometri: arrivo in vetta in 2 ore e 42 battendo il 5 a un gruppo di Sono in ritardo di quaranta minuti ! Ci sono anche dei banchetti per prendere un panino o un caffè, volendo...
scalmanati che attende i maratoneti facendo un po' di "cavaiola".
Finalmente la discesa! E soprattutto, scollinando, non si è al sole !

Ore 17,30 - La via Faentina serpeggia lungo un piccolo torrente immissario del Sieve che segna le colline boscose: la strada è aperta al traffico e bisogna fare attenzione. Niente di pericoloso, ma non si possono tagliare le curve. La pendenza è maggiore tra Fontanelle e Polcanto, piccole frazioni che sembrano davvero quelle ancora ottocentesche del Passatore, tra l'8,5 e il 6% : senza massacrarmi le gambe, tengo un passo tra 6 e 6:45/km, ma la discesa si annulla prima di arrivare a Borgo San Lorenzo quando nuovamente inizia a fare caldo. Qui reincontro Alessandra, la moglie del mio mentore Stepo8, assieme a sua cugina Deborah che avevo perso alla partenza: facciamo quattro ciance correndo per qualche chilometro fino a Borgo centro, dove c'è un po' di folla che applaude e il checkpoint. Sono a Borgo, al km 31,500 in 4 ore e 07' (passo medio 7:50/km). Avevo previsto di arrivarci in 4 ore e 47' ! Avrei recuperato tutto lo svantaggio in discesa! Questo lo scrivo adesso perché in gara non lo sapevo! Avrei dovuto scrivermi i tempi sulla mano come faccio in maratona, ma per una 100 km ho pensato di non farmi venire il mal di testa e di correre a sensazione...

Ore 19:15 - inizia la salita per la Colla di Casaglia. Sto bene e sono ben idratato. Ai rifornimenti ho bevuto sempre, apprezzando la Coca Cola. Ho bevuto anche il gel miracoloso che mi sono preparato a casa con 200 grammi di semi di chia (quelli dei Tarahumara), 2 g di BCAA, 2 cucchiaini di zucchero di canna, 1 cucchiaino di rhum e due bustine di ketotifene in 500 di acqua. E' un malloppazzo, ma so che non mi dà problemi di stomaco e mi permette di alleviare la fatica.
Sulla Salita della Colla, passano alcune ambulanze. Un ragazzo è seduto sul bordo strada in evidente ipotensione. Chiediamo se ha acqua e ci rassicuriamo che abbia assistenza. Sto correndo da solo ma l'episodio del ragazzo mi fa fare amicizia con un runner di 56 anni. Poco più avanti riaggancio Ale e Deborah: poiché non mi sono segnato i tempi, l'unico neurone dell'emisfero sinistro, quello calcolatore, mi rammenta che dovrei essere alla Colla alle ore 21.00- - Non penserai di farcela vero?-
Così decido di mollare la compagnia e di impegnarmi sulla salita, camminando. Inizia a fare buio e la strada si inerpica per i monti. La vegetazione cambia e inizia la montagna. Ai lati della strada, ci sono centinaia di auto degli accompagnatori. Si passa il cartello dei 42,195 metri: da qui in poi sé un'ultramaratona. La salita è lunga con pendenza fino al 18%. A un certo punto, tra i tornanti vedo delle luci: sarà la Colla?
No, si tratta del grazioso abitato di Razzuolo che sembra un presepe. Il rifornimento sembra la grotta di Gesù bambino! Mentre riparto noto un viso familiare che sembra in realtà stravolto : è Stepo che sta aspettando sua moglie. - Ma è questa la Colla ?- gli faccio. - Eh la Collaaaaa... - mi risponde.
L'altimetria degli ultimi 7,5 km fino alla Colla, in blu il passo
Proseguo, immaginando che non manchi molto, in realtà sono 4 km, ma tutti di tornanti. Si accendono le prime luci e i runners sulla strada buia sembrano tanti organismi fluorescenti in mezzo agli abissi...

I 7,5 km finali li percorro in 11:35 di passo medio in 1 ora e 24. arrivando alla Colla alle ore 21:58 con un ritardo di un'ora!

Alla Colla c'è gran fermento: sembra un accampamento militare, con gente che va e gente che viene, gruppi elettrogeni, un'atmosfera da emergenza protezione civile. Mi fermo al rifornimento che ha mortadella, tè, caffè, biscotti e marmellata, uvetta, cotognata. Bevo Coca Cola e accendendo la mia torcia frontale mi butto giù in discesa.
Il checkpoint della Colla durante il Passatore

Ore 22:00 - La Discesa fino a Marradi. La strada scende nella valle del fiume Lamone che seguiremo fino a Faenza, con una pendenza iniziale del 6,6-8,5%. Qualcuno consiglia infatti di non correre i primi chilometri. Non mi sembra, a sensazione, una discesa spaccagambe e mi butto giù facendo attenzione a non esagerare. Cerco disperatamente un punto di riferimento, qualcuno con cui mantenere un passo costante, ma è inutile. Mi stupisco di runners che corrono momentaneamente più forte di me ma poi si fermano accanto alle loro macchine dell'assistenza, poi mi ricuperano, poi si rifermano, in una specie di elastico. Sono solo e vado giù al passo di 6:30/km. Non si vede niente del paesaggio ma la notte è una stellata bellissima. Accendo il mio Ipod per tenermi compagnia. Si arriva a Casaglia e per entrare in paese, dove c'è un simpatico traguardo senza pretese, c'è una salita di 200 metri: qui il mio Garmin mi lascia perché ormai scarico.
La piazza di Casaglia con un simpatico traguardo intermedio 
Sto correndo da 7 ore e non immagino che ce ne vogliano altrettante... anzi continuo a dirmi che è ormai finita.
Dopo Crespino, la strada ha una pendenza più dolce ma non ci si faccia ingannare dall'altimetria: bisogna spingere, considerare al buio la traiettoria, guardare anche per terra per evitare le irregolarità dell'asfalto. Asfalto che è ottimo perché appena rifatto per il Giro d'Italia, ma si sa, un piede non è una ruota...
L'altimetria ingannevole dalla Colla a Faenza 

Prendo come riferimento un runner molto alto che ha una bella luce verde e ne seguo la traiettoria, lo supero, tiro un po' io, poi lui per qualche chilometro: quando penso di fare tandem, lui si ferma improvvisamente. - Dai dai ! - gli faccio. - Ehhh - la sua corsa si spegne così e non lo vedrò più... ma quando ormai non ci speravo più, arrivo in quel di Marradi dopo 2 ore e 07' dal transito della Colla (7:28 / km), 9 ore e 05' complessive di corsa.


Domenica 28 maggio - ore 00:10 - Da Marradi a Faenza
La strada dopo Marradi è più illuminata e si vedono forme di vita: a parte le auto che seguono i gruppi sportivi, c'è un po' di movida del sabato sera con alcuni locali che fanno musica dal vivo. Sto correndo ancora con la maglia che ha sudato sulla salita di Fiesole. Inizio a sentire freddo, così mi fermo in un punto ben illuminato e mi cambio. Sono un po' obnubilato: perché cerco un punto illuminato per cambiarmi? Perché ho paura di perdere qualcosa lungo la strada... cosa? Ah sì la GoPro che peraltro mi ha lasciato come il Garmin.
Mancano 35 chilometri ! Quanto manca a Brisighella?  Cerco di fare un calcolo elementare: Venticinque chilometri ! Inizia la prima crisi.
Venticinque chilometri per arrivare a Brisighella, sono tanti ! In quante ore potrei farli? Il calcolo è difficile perché non ho nessuno strumento di misurazione se non l'orologio da polso. Concludo che potrebbero essere due ore e trenta. La strada è anonima, i paesi deserti perché siamo all'una di notte e cosa fondamentale che non so, è che sto correndo non a 7 ma a 9'/km ! In condizioni normali non la definirei neanche una corsa, ma qui siamo all'80° chilometro e devo ancora ringraziare di non avere male da nessuna parte! Mi telefona Stepo e mi chiede dove sia. Lui è 15 chilometri più indietro perché sua moglie sta andando al passo. -"Arriveremo per le otto di mattina! Vai vai !-
Vado avanti. Vedo il cartello Fognano (frazione di Brisighella) e ho la speranza che sia vicino. Non è proprio così perché ci sono ancora due chilometri e mezzo, che sembrano eterni, ma alternando camminata alla corsa, arrivo al traguardo di Brisighella, ottantottesimo chilometro! Non ci ho messo due ore e trenta ma 3 ore e trenta !


Ore 3:30. Brisighella-Faenza. E' finita penso, cosa vuoi che siano 12 km ! Quando esco da casa per allenarmi per 12 km sono anche contento: in un'ora sono sotto la doccia! Sono sulla strada da 12 ore e trenta minuti e voglio solo vedere il traguardo. Accarezzo l'idea di arrivare intorno alle tredici ore e rotti, ma il piede sinistro inizia a farmi male. Non riesco più a correre. Scoprirò a casa che è un'infiammazione dell'estensore dell'alluce della loggia peroneale. Albeggia e la strada è in piano. Arrivo al famoso paese di Errano, ormai alle porte di Faenza, il paese dove una volta c'era il cartello "A Errano non ci si ritira!". Il cartello non c'è più e anche se cammino, di certo arrivo al traguardo. Ma dove sono i chilometri segnati singolarmente? Quanti chilometri mancano? Cinque? Sei?
Il gallo canta. Provo a correre. Riesco a corricchiare senza avere tanto dolore. Mi spinge a farlo la voglia di finire questa sofferenza il prima possibile. - Scemo, hai finito la benzina ! - urla il mio emisfero calcolatore.
C'è il cartello Faenza. Non ci credo.

Appena dopo incontro due runners che mi superano - "Ah avete voglia anche di scattare", scherzo. - Dai vieni con noi !- Scopro che sono anche loro di Torino grazie alla mia maglia gialla della prima maratona.
Non ci crederete, ma le gambe iniziano a correre, probabilmente piano, ma a correre!
Finisco così correndo sotto il traguardo di Faenza, traguardo che non arrivava più!


Cento chilometri in 14 ore 33 minuti 49 secondi, passo medio 8:44/min. 

E' quello che mi aspettavo? Come ho scritto nel precedente post, era prevedibile che finissi il Passatore tra le 13 e le 14 ore a un passo tra 8 e 9'/km. Come anticipato, non ero ottimizzato per fare le salite e infatti così è stato. Inoltre dall'inizio dell'anno, esattamente dal 4 marzo, ho corso in allenamento la miseria di... 383 km preparando il Passatore in 12 settimane... quindi non potevo chiedere di più!

Per quanto riguarda la straordinaria esperienza di aver corso per 100 km credo che rimarrà un unicum nel mio palmarès di runner. Ce l'ho fatta da solo e sono tornato (quasi) integro ma comunque infortunato, cosa mai capitata in precedenza.
Correre senza ritmo non mi piace, correre in salita nemmeno. Preferisco il passo della maratona, l'intensità dello sforzo fisico e mentale mantenuto con costanza isometrica. Lì mi esalto e mi piace mettermi alla prova, trovando stati onirici.

Penso che rimarrò proprio un ultramaratoneta, da Passatore, uno solo !

https://youtu.be/W55Pz2Sl4Rk  Video Passatore 2017



sabato 20 maggio 2017

- 1 al Passatore 2017

-1 al Passatore 2017 

Manca una settimana al Passatore, data 27 maggio 2017: la tensione diventa palpabile!
L'emisfero razionale studia e si è messo a analizzare il percorso, valutare le pendenze, calcolare il passo medio, fare proiezioni sul tempo finale. Non è facile e anche cercando di sbizzarrirsi con un bel grafico: ci sono correzioni, dubbi, tentennamenti.

Vediamo di sviscerarli.

Tempo finale : considerando che il mio miglior passo maratona è stato di 5:40 e sui 50 km di 6:02, un calcolo teorico del passo medio per una percorrenza di 100 km potrebbe essere attorno a 7'/km (considerando RMA+ 1'20") con un tempo ipotetico compreso tra le 11 h e 45' e 12 h e 15'.
Si dice anche che il tempo finale del Passatore può essere calcolato moltiplicando x 3-3,2 quello della maratona: si arriverebbe a un tempo finale tra le 12 h e le 13 h e 10'.

Queste proiezioni non tengono in considerazione che il Passatore è caratterizzato da un D+ di 1300 m e che io sono alla mia prima ultra e non ottimizzato per differenziali di altitudine.
Le salite del Passatore e la relativa discesa sono di difficile interpretazione. Ho cercato allora di analizzare i singoli segmenti. All'emisfero analitico è piaciuto molto ! Ha goduto!

Vediamoli:
1) Si parte da Firenze, i primi 5 km sono in piano. Meglio iniziare piano e rilassati. 6:30 di passo = 32'.

2) Salita di Fiesole, 5 km, pendenza 5-9%, da percorrere al passo. 12'/km = 60'

3) Salita delle Croci, (11 km) pendenza 3-6%, corsa leggera 10' km = 110'  
Sarò a Vetta alle Croci (21° km)  in 201' pari a 3 h 22'. Si beve e si mangia qualcosa poi si affronta la discesa;

4) Discesa per Borgo San Lorenzo (14 km), pendenza 2-5%, corribile. Una discesa così invitante dopo la salita al sole, è un tranello perché la si può affrontare sconsideratamente o incautamente. Qui ci vorrà un grande controllo mentale a non lasciar andare le gambe, ma ipotizzo un passo 6:10 = 87'. A Borgo San Lorenzo in 4 h e 47'.

5) Salita di Ronta (3 km) corribile: passo 7:30  = 22'

6) Salita della Colla di Cassagna (10 km), pendenza 3-15%! Qui iniziamo a fare delle previsioni difficili, perché la salita è a tornanti e ha pendenze differenti. Siamo tra il 38° e il 48° km e siamo già stanchi. Lo stesso Pizzolato consiglia di camminarla. Ipotizziamo di camminarla tutta, idratandosi al meglio. Passo medio 12'/km= 120'. Arrivo previsto alla Colla alle ore 21:00 dopo sei ore di gara (passo medio 7:30). Alla Colla cambio maglia, forse anche calze, si mangia qualcosa e si ci si rilassa qualche minuto facendo dello stretching muscolare prima della discesa.

7) Discesa di Crespino (7 km) pendenza 5-7,5%. Qui altro sforzo mentale per andare piano per non massacrarsi i muscoli in discesa spinti dal fresco della sera. Ipotizzo di tenere 6:30 = 45'

8) Discesa per Marradi (10 km) corribile, 6:10, lasciando andare le gambe per quel che possono, sperando che reggano. Arriverei al famoso paese di Marradi (65° km) alle ore 23 (passo medio 7:23).

9) Discesa di Brisighella (25 km). Qui è come improvvisarsi a fare previsioni meteo a 15 giorni. Un rebus. Un azzardo. Sono venticinque chilometri di leggera discesa, nel cuore della notte, dopo 65 km. Qui il fisico è devastato, solo la mente può tenerne insieme i pezzi. E' probabile che si alterni camminata e corsa lenta. Se si riuscisse a correre, qui si fa la gara. La distanza da Brisighella a Faenza è pari a un terzo dell'intero Passatore, se si sta bene e si corre si fa un ottimo risultato, altrimenti ... Ipotizzando 8:30/km = 210' con arrivo a Brisighella alle ore 2,30.

10) Finale da Errano a Faenza (10 km). Sono gli ultimi 10 km di 100. Come si fa a dire a quanto li corri? Dipende da come è stata l'avventura nei precedenti novanta ! Un po' come pensare : " quanti capelli avrò a 90 anni?"  Se ci si arriva...


E come vedete una previsione del tutto diversa da quella ipotetica di 12 ore e 15. Si tratterebbe di una stima tra le 13 e le 14 ore di gara (passo medio 8:30-9:00).
E l'emisfero razionale si è preso paura! L'altro dice :"Che avventura! Bello! Ma poi questi sono solo numeri! Vuoi mettere viverla? ".











mercoledì 17 maggio 2017

La metafisica del Passatore

La metafisica del Passatore


Il Passatore è l'ultra su strada più conosciuta d'Italia: si corre dal lontano 1973. Si può anche rimanere insensibili e considerare cento chilometri come un dato metrico e basta, ma non sono il primo a attribuire al Passatore un fascino particolare.

C'è gara e gara, i chilometri sono tutti uguali ma è il contesto a cambiare e a travalicare le considerazioni puramente sportive. Il Passatore ha un fascino metafisico.

Innanzitutto è l'unica gara di cui io sappia che si apre con l'esposizione ai partecipanti della statua del Passatore, come se si trattasse di una processione. Una statua che apre il corteo e che viene caricata su un'auto come battistrada. Il brigante che ha dato il nome alla ultramaratona (che nel 1973 veniva chiamata maximarcia) è un romagnolo che a Firenze non ha mai messo piede. L'idea di associare la figura del brigante citato dal Pascoli alla gara, è già di per se uno scherzo. Una sorta di gioco di parole che ha avuto peraltro la sua fortuna.

La statua del "santo blasfemo" è a grandezza naturale ed è bifronte. Questo aspetto già di per se inquietante è da sempre associato all'inizio e alla fine, all'apertura e chiusura di una porta (e più prosaicamente, di una processione). Passato (la testa che volge di dietro) e futuro (quella davanti), perché il momento presente non esiste. Allo sparo si parte e tutto quello che è dietro di noi è passato, davanti abbiamo "solo" cento chilometri...

Molti mi chiedono perché voler soffrire per correre cento chilometri in un tempo di 12-15 ore (ancora non so bene...dipende). Correre è sofferenza, indubbiamente, ma è anche un piacere trascendente.
Se non si corre non lo si può capire. Alcuni dal di fuori parlano di dipendenza. Il criceto corre nella ruota e si ferma solo per mangiare e urinare. Un runner è uguale. Corre, corre contro il tempo fino ad esaurirsi. Qualcuno corre fino a quando non ne può più... perché si infortuna. La corsa lo mina dall'interno fino a scardinare le sue articolazioni, logorare i suoi muscoli.
Credete che sia questo, il destino solo del runner?
Voi che non correte di fatto, non credete di essere anche voi sulla ruota del criceto?

Scendere dalla ruota non si può, nessuno è riuscito a farlo, ma è in gare come queste, di resistenza, che si scopre che la materialità fisica del presente si scompone e si disintegra nella fatica. La mente non sa più gestire la fatica del corpo e se ne libera. Avete mai provato a trovarvi con la mente libera ?
Uno stato quasi di "stupor", riuscite a vedere con chiarezza tutto, della vostra vita, degli accadimenti del reale e ve ne staccate.
Ritengo che la corsa di resistenza, dalla maratona alle ultra, rappresenti uno stato meditativo particolare.

Uno stato che avvicina al divino, che apre porte sul passato e sul futuro, come vuole la statua bifronte...

E se non ci credete perché non avete mai corso una maratona o un'ultramaratona, chiedete a chi l'ha fatto, a cosa pensa ... e non fermatevi all'apparenza che vi dica "non penso a niente", perché anche questo è un liberare la mente dal presente pensiero.